TIAMI 180
Anche se sono comunemente conosciute come intolleranze alimentari è più corretto parlare di reazioni avverse IgG-mediate, reazioni con un’evoluzione lenta e progressiva che si manifesta gradualmente.
Il punto focale dell’insorgenza di reazioni avverse IgG-mediate va ricercato a livello dell’apparato digerente. Oltre alla basilare funzione digestiva, infatti, questo apparato rappresenta una porta d’ingresso per una vasta gamma di antigeni estranei contenuti nel cibo, svolgendo perciò una fondamentale funzione di barriera.
Il sistema immunitario da una parte deve impedire una risposta forte contro le macromolecole alimentari, e
dall’altra deve riconoscere ed eliminare i patogeni in grado di entrare attraverso l’intestino. L’equilibrio di tutti i fattori (fisici, chimici ed immunologici) che entrano in gioco in questo effetto barriera è di vitale importanza: in determinate condizioni, tuttavia, può venire meno e gli antigeni alimentari, normalmente percepiti come innocui dall’organismo, attivano una risposta sia locale che generalizzata. L’accumulo progressivo di immunoglobuline di classe G, specifiche verso un determinato alimento, porta gradualmente allo sviluppo della sintomatologia che può coinvolgere la quasi totalità degli apparati dell’organismo.
Che cosa analizza?
Viene analizzata la presenza di immunoglobuline di classe G nel campione ematico del paziente specifiche per precisi alimenti (il cui numero varia in base al pannello scelto Tiami 180 o 90) e per frazioni antigeniche di 4 miceti.
A chi serve?
Sono numerose le problematiche, quasi tutte caratterizzate da uno stato infiammatorio persistente, per le quali si può ipotizzare il coinvolgimento di fenomeni di reazione avversa agli alimenti IgG-mediata.
Si tratta di problematiche connesse alla sfera gastro-intestinale come sindrome del colon irritabile, difficoltà digestive, gonfiore addominale, meteorismo, aerofagia, nausea, diarrea, stipsi, ma anche di natura differente come crampi muscolari, dolenzia articolare, eczema, dermatite, orticaria, acne, rinite, sinusite, cistiti croniche, cefalee, depressione, iperattività, astenia, scarsa concentrazione o fatica cronica.
Come si effettua il test:
Con un semplice autoprelievo di poche gocce di sangue, ottenute dal polpastrello grazie all’utilizzo di un pungidito.
INTESTFLORA
Alimentazione scorretta, stress, trattamenti antibiotici sono alcune tra le cause che possono alterare l' equilibrio fra i componenti della flora microbica intestinale.
Il microbiota intestinale ospita una popolazione estremamente varia, composta da diversi miliardi di microrganismi, soprattutto batteri, ma anche funghi, lieviti e virus che, in condizioni di equilibrio, non esercitano alcun effetto patogeno. La flora intestinale fisiologica, infatti, convive in simbiosi con l' organismo che la ospita e instaura benefici reciproci: svolge numerose funzioni fra cui, ad esempio, la modulazione del sistema immunitario, il controllo del pH intestinale, la normalizzazione della peristalsi, la sintesi di alcuni complessi vitaminici e la digestione dei polisaccaridi.
Importanti ripercussioni si possono verificare nel momento in cui l' equilibrio viene meno: in tal caso si parla di disbiosi.
Il referto permette anche di sapere se l' eventuale disbiosi è collocata nel tenue o nel crasso, per un consiglio alimentare e di integrazione più mirato e di maggiore successo.
Che cosa analizza?
Il test analizza i livelli di indacano e scatolo urinari normalizzati sul tenore di creatinina.
Indacano e scatolo sono molecole originate dal metabolismo del triptofano ritracciabili nelle urine in caso di un' eventuale disbiosi in corso.
A chi serve?
E’ utile a tutti i soggetti che non digeriscono bene, si ammalano facilmente, vedono ripresentarsi frequentemente infezioni quali cistiti o candidosi o si sentono spesso stanchi. Altri sintomi riconducibili ad una possibile condizione di disbiosi possono essere stitichezza o diarrea frequenti, meteorismo, alitosi, dolori addominali, colon irritabile, cefalea, problemi dermatologici, ansia o sbalzi d'umore.
Come si effettua il test
Con un campione di urine raccolte nella provetta a disposizione.